martedì 16 novembre 2010

ANGELI


Amo disegnare angeli...ma non il solito tipo..questi che vedete sono apparsi sulla copertina del New Magazine Imperia nel 2003 e 2004...
Ci saranno angeli anche sulla copertina di questo Dicembre...
Mio ispiratore è Rea Irvin, illustratore delle prime copertine del New Yorker...sottile, ironico, uno dei miei preferiti.

lunedì 20 settembre 2010

Corso di Ceramica Preistorica con Giovanni Maffucci all'Hotel Cernia Isola Botanica, Isola d'Elba




Voglio condividere con voi questa bell'esperienza fatta la settimana scorsa nel l'Isola Botanica dell'Hotel Cernia (Capo Sant'Andrea, Isola d'Elba).
Con Giovanni abbiamo imparato a riconoscere le argille, ad impastarle, e dopo aver creato piccoli oggetti, li abbiamo cotti con il più antico metodo usato dagli uomini: quello del focolare. E stata un'esperienza bellissima, soprattutto perchè abbiamo sperimentato come l'unione di elementi semplici, come possono essere l'umile terra, l'acqua, la nostra manualità e il fuoco possano dare origine a... "qualcosa che prima non esisteva"! (per riprendere il pensiero di Bruno Munari , ...potete leggere il mio post "La TMO di Bruno Munari" febbraio 2010)
...Per le interessanti attività di Francesca Campagna dell'Hotel Cernia Isola Botanica potete digitare www.hotelcernia.it

lunedì 30 agosto 2010

SAFARI FOTOGRAFICO PER BAMBINI




E' stata un estate calda e faticosa...
Durante il periodo estivo, quando i bambini sono a casa, non è facile organizzare la giornata, spesso non è possibile portarli al mare (anche se si vive al mare...magari il tempo è così così, il mare è inquinato) o abbiamo poco tempo per partire ed andare a fare una passeggiata in montagna, quindi ...Mi sono inventata ..il SAFARI FOTOGRAFICO! (devo dire che la scelta della parola "SAFARI" ha influito sull'accendere il loro interesse!!!)
Per la promozione abbiamo regalato alla nostra bambina una piccola digitale...di basso costo..ma fa buone fotografie (non era forse Cartier-Bresson che diceva:"..non è la macchina fotografica che fa la foto..ma l'occhio dietro di essa"?!).
Con questa tecnologia moderna ragionevolmente poco costosa, si possono fare molte prove senza sprecare soldi, perchè si stampano solo quelle "buone". Ho scoperto che quasi tutti i bimbi ne hanno una.
Così ho sparso la voce fra i miei allievi del corso invernale e ho organizzato la mia "uscita" di mattino presto con un gruppetto di bimbe alla volta dei Giardini Hambury (giardini molto ricchi di specie arboree e floreali provenienti da tutto il mondo). Si trovano dopo Ventimiglia, vicino alla frontiera con la Francia. Ma il Safari si può fare in QUALSIASI angolo di natura, e anche la città stessa può essere un bello sfondo, basta VEDERE LE COSE con occhio "fotografico"...comunque i bambini imparano presto e solo il potere usare la macchina fotografica come i grandi li rende entusiasti !
Ho pensato che fosse un'occasione divertente per insegnare ad usare la macchina fotografica digitale e , soprattutto, a inquadrare le composizioni (e in più ne ho approfittato per parlargli degli Alberi, dei Fiori, del Mondo Naturale!..non è facile farsi ascoltare su queste cose fuori dal contesto scolastico!!).
Ecco alcune delle loro foto.
La visita è della fine di luglio. Siamo partite presto per evitare le ore calde e siamo tornate per l'ora di pranzo.. è stato molto divertente!!!!
Il Safari Fotografico si organizza nel mio studio su prenotazione





Chi s'intende di fotografia si accorgerà di tutti i difetti delle foto...soprattutto in quest'ultima, in cui la fontana è stata impietosamente tagliata per potere fare entrare nella foto i pesciolini e, in ottemperanza al mio suggerimento, per "centrare il soggetto"...in questo caso il drago della fontana!!!)..
Sono convinta che, visto l'entusiasmo dimostrato - ed è questo quello che conta - la prossima volta faranno meglio...
Un saluto a tutti gli amici che mi visitano e che in questo periodo ho un po' trascurato. ..con l'autunno ritornerò ad essere più presente!
A presto!

p.s. nella foto iniziale: l'entrata dei Giardini vista dal fondo della prima scalinata di discesa (la foto è mia, mentre le altre sono delle bimbe che mi hanno accompagnato)
p.p.s. le mie bambine hanno 10-11 anni..ma penso che l'esperienza si possa fare con bambini anche più piccoli...dipende dal loro interesse per la cosa...

venerdì 16 luglio 2010

MAMME IN BLOG

Che piacevole sorpresa essere citata nel programma Mamme in Blog di Rai3, a fianco di Anna Bernasconi, e altre artiste "compagne di blog", come Tiziana di T-Time e Le Figure dei Libri ....

Questa  è l'immagine che apre il mio blog....i miei uccellini sono sempre più viaggiatori!

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2010-07-11&ch=3&v=22879&vd=2010-07-11&vc=3&1279264803722#day=2010-07-11&ch=3&v=22879&vd=2010-07-11&vc=3

venerdì 25 giugno 2010

giovedì 17 giugno 2010

Fiera del Libro di Imperia 2010


Anche quest'anno ho esposto le copertine da me illustrate per il Centro Editoriale Imperiese alla Fiera del Libro di Imperia.
Imperia è una bella cittadina, derivante in realtà dall'unione di due borghi, Porto Maurizio, che sale verso l'alto, e Oneglia , affacciata sul Mare con il suo porto, un tempo polo ligure importante, e che ancora, per me, mostra l'intensa attività di un tempo in quelle belle gru metalliche (che ora stanno smantellando purtroppo, ma qualcuna c'è ancora..quella che vedete qua sopra è una gru...un po' fantasiosa sulla copertina del New Magazine di agosto 2001)



Qui potete vedere alcune delle copertine appese nel nostro molto semplice stand (un tendone bianco tre metri per tre!).
E' stato molto divertente ricevere i lettori della rivista che passavano per comprare o salutare!




La Fiera del Libro di Imperia profuma di estate e di mare...Il nostro stand era in una via ampia e costeggiata da palme e fiori. Sono andata a curiosare ..e acquistare parecchie volte (naturalmente ho speso più di quello che ho ..guadagnato!!)
Sono rimasta molto colpita da quello dei giochi da tavolo di Emanuele di Creativamente (www.creativamentesrl.it). Con mia figlia abbiamo acquistato "E' tutta un'altra storia"...ora tutte le sere spegniamo la TV e giochiamo....(spero duri!!)

RICORDI DI MARE...



Sono nata nella  turistica Sanremo, adagiata sulla Rinomata Riviera del Ponente Ligure.
Il Mare fa parte del mio essere e del mio immaginario.. .chi è nato come me vicino al mare lo sa bene...
Da piccola adoravo andare al mare d'estate. Con mia  mamma e  mio fratello andavamo tutti i giorni in uno stabilimento balneare vicino al Porto Vecchio che si trovava a pochi minuti di cammino da casa mia. Ricordo ancora l'acqua pulita, la sabbia, la folla di bimbi con il secchiello, alla ricerca di sassolini colorati, piccole conchiglie e granchietti.
La domenica si prendeva la macchina e si andava con papà un po' più fuori città, dove il Mare era più aperto e meravigliosamente azzurro. Avevo un salvagente giallo con l'ochetta davanti e un canottino arancione, da cui facevo innumerevoli tuffi, ma la cosa che amavo di più era stare sulla riva a cercare conchiglie vuote : c'erano  Telline, Cardi, Pettini, e vetri colorati, i miei piccoli "gioielli". Se guardavi bene potevi vedere i piccoli pesci che nuotavano nell'acqua bassa vicino a riva, e sulla sabbia i Paguri che portavano in giro la loro conchiglia. Se un bimbo trovava una Stella Marina chiamava tutti a raccolta ..
Ai lati della baia di sabbia c'erano gli scogli, popolati di Pesci, Granchi e Ricci di Mare, questi ultimi facevano un po' paura, soprattutto perchè eran dolori se ne pestavi uno. Ma con un po' di attenzione e tenendo i sandali di gomma potevi girare li attorno e vedere Anemoni , Pomodori di Mare, e qualche Polipo...subito afferrato (sigh!) dal genitore del ragazzino urlante.
Al tramonto era bellissimo perchè le Arue uscivano sugli scogli e i pesci si avventuravano nell'acqua divenuta più calma.
Avevo 11 anni quando per la prima volta mi accorsi che il Mare stava cambiando. Stavo facendo il bagno nel mio solito posto vicino a casa e affondando le mani nella sabbia tirai su una manciata di conchiglie e stelle marine in decomposizione. Provai ancora, ma non c'erano creature vive in tutto quel tratto di mare. Stavano costruendo il Porto Nuovo lì vicino.
Non volli più andare al mare lì, e crescendo andai alla ricerca di angoli di mare dove ancora potevo osservare la vita marina.
Per qualche tempo, appena fuori città, sulla costa, riuscii a trovare angoli di Mare Vivo.
Avevo 16 anni e nel Golfo della Mortola potei osservare, nelle mie passeggiate una piccola Aragosta portata sullla riva dalla mareggiata, un Riccio di mare colore viola, e tante piccole conchiglie vive, le Neverita, i Trunculariopsis,i Pettinidi, i Cardi, i Coni.
Diventata adulta non ho smesso di cercare. Nelle mie vacanze estive scelgo quando posso un angolo nuovo di Mare da visitare. La prima cosa che faccio è camminare sulla spiaggia, osservare i ciottoli, la sabbia , le cose che il Mare porta sulla riva. Poi metto la maschera e cerco i pesci....
Con tristezza mi sono accorta che si incontrano sempre meno creature.
Il Mare soffre dappertutto, ma quando arriva l'estate le persone vanno al Mare con altro in testa: tutti vogliono fare il bagno, o pescare o giocare a palla...o dormire sotto l'ombrellone . Ci si infastidisce perchè l'acqua è sporca, la sabbia piena di mozziconi di sigaretta e altri rifiuti. I bambini possono solo scorazzare e non c'è niente da osservare, o raccogliere (a parte gli omnipresenti mozziconi, i tappi e stecchi di gelato)
Ho cercato di portare i miei figli in quei posti dove sapevo esserci vita un tempo e mi sono sentita ridicola mentre dicevo a bassa voce "qui da ragazza ho trovato un Riccio viola, là ho visto dei pesci d'argento ( i Saraghi).
Sento che il Mare Intero, anzi la Terra Intera soffre, , e io soffro con Loro.
L'unica cosa che riesco a fare ora è stare ad ascoltare questo Loro dolore.
Ora vado al mare con lo stesso atteggiamento con cui si fa visita ad una persona che sappiamo essere molto malata.
Spesso, quando nel corso della mia giornata mi capita di passare di sfuggita vicino al mare e gettare lo sguardo alla sua distesa, ed osservare quel suo colore sempre diverso, sempre emozionante, mi ritrovo ad avere questa preghiera sottovoce:

Mio amato Mare,
Mia amata Terra,
vorrei un segno
per capire come
cambiare le cose!


E' profondamente paradossale (e immorale) che spendiamo tante energie e denaro per andare   alla ricerca di Incontaminati Paradisi, per poterci vantare di aver passato le nostre vacanze "nel posto più bello della Terra"...L'ho fatto anch'io prima di capire...Ora so che è un nostro preciso dovere non tenerci lontani dalle spiaggie o altri luoghi naturali per il dispiacere di vederli inquinati (e siamo responsabili anche noi  di questo inquinamento!).
Per quanto mi causi dolore e rifiuto mi costringo a passare  a far "visita", lasciando un pensiero d'amore e di rispetto, sempre con la speranza di veder riapparire qualche segno di cambiamento.

E' un pensiero soltanto...
luce sottile....

orgogliosa di esistere

(all'inizio una mia Onda in scatola...)

venerdì 14 maggio 2010

GIORNO VENTOSO



Tutte le volte è la stessa storia: di una illustrazione faccio molte varianti e poi non so decidere quale usare !! Per esempio di questi libri che svolazzano ne ho fatto due versioni..



...di solito mi ci vuole un po' per decidere...e invece stavolta devo consegnare il lavoro di corsa!!!

domenica 2 maggio 2010

RIFLESSIONI SUL CREARE

Cristina Berardi


Quando insegnavo lingue mi furono negati alcuni lavori perchè non ero "madrelingua" (ritenuta a priori più esperta)... negli ambienti artistici, invece, provenendo da studi letterario- linguistici, non contava nulla che mi fossi dedicata con costanza e amore agli studi artistici e creativi, ... non mi presentavo bene, ..ero "autodidatta" (una parola che fa un po' vergogna, vero?)!!!
..Insomma...non si è mai preparati abbastanza per "quelli del ramo"!!!
Da una parte però riesco a immaginare come si deve sentire chi si è dedicato fin dalla giovinezza anima e corpo all'Arte e si vede soffiare l'attenzione da .. un bancario, un medico o un'umile pensionata che danno una svolta alla loro vite!
In uno dei miei corsi sono stata  spettatrice dello sdegno di un'allieva, che seguivo da tre anni, nei confronti di una "novellina" perché il disegno che aveva fatto era manifestamente più bello (spontaneo e fresco) del suo!

Teorie e tecniche ci servono ma  non bastano: l'illustrazione che vedete qui sopra,  è stata  rielaborata da me  da The New Yorker, gennaio 1978,  di  R.O. Blechman, grande artista  che in questo caso ho "rielaborato".
In questo caso non ho nessun merito, quindi, se non quello di essere abile a copiare...e a scegliere i miei modelli!!
Quando creo qualcosa di mio cerco di non copiare nessuno...cosa difficilissima...perchè  le influenze sono inconscie!
Tuttavia per alcune delle mie creazioni, come Oreste, ho il copyright...
Oreste è una mia creatura!

venerdì 30 aprile 2010

LA FIERA DEL LIBRO DI BOLOGNA 2010


"Qui si legge" una delle tavole spedite alla Mostra degli illustratori di quest'anno


Con un po' di ritardo carico questo post sulla mia annuale esperienza alla Fiera del Libro di Bologna conclusasi il 26 marzo (sono una che deve ponderare molto...e poi ho anche poco tempo da dedicare al mio blog).
Lavoro sempre con impegno per preparare le cinque tavole (sono 7 anni che spedisco i miei lavori)...un po' perchè ho già delle idee e provo a realizzarle in vista di futuri progetti libreschi, un po' perchè non riesco a spedire cose scadenti solo per avere il pass. Non tutti sanno che alla Mostra degli Illustratori possono partecipare illustratori giovani e non più tanto giovani - quelli come me - , conosciuti e meno conosciuti - come la sottoscritta - senza nessuna spesa di iscrizione, in cambio si viene invitati a visitare la Fiera gratuitamente. E' un ottima occasione per dare uno sguardo al mondo degli editori e degli artisti illustratori e scrittori, la Fiera non è aperta al pubblico..un vero peccato perchè la Mostra è bellissima.
La città in occasione della Fiera è però disseminata di eventi interessantissimi: per esempio erano in mostra le tavole di Lorenzo Mattotti per la favola Hansel e Gretel , dal 24 marzo al 3 aprile ( e io non sono riuscita a vederle...accidentaccio!!!) - per chi volesse averne un'idea può visitare il bel blog di illustrazione di Anna Castagnoli "Le Figure dei Libri" (link nel mio profilo....). C'era anche un laboratorio di Octavia Monaco e uno ispirato a Munari per disegnare un enorme albero in piazza... (così poco il tempo...così tante cose da fare!!!)


La Fiera è anche un'occasione per ritrovare amici, conoscerne di nuovi,...e riconoscerne altri...che passano fra gli stand, passeggiano chiacchierando o firmano libri: di sfuggita ho rivisto Linda Wolfsbruger, Svetlan Junacovich,, Giovanni Manna ( a me piacciono i suoi libri!!!) e Fabian Negrin (con il quale ho fatto un preziosissimo stage qualche anno fa), e altri meno famosi....
Non manco mai di fare una visitina ai miei editori preferiti: Corraini (per acquistare libri di Munari e altr) , Dada, Lineadaria, OrecchioAcerbo, Coccole e Caccole, Nuages, ZooLibri e Les Editions du Dromadaire...
....state forse chiedendo se ho fatto vedere le mie illustrazioni??? Ah, mi pareva di aver sentito bisbigliare! ._______. no, ma ho preso contatti!..è già qualcosa per una timidona incorreggibile come me!






Qui sopra potete vedere il MURO DEGLI ILLUSTRATORI, uno spazio messo a disposizione alla Fiera per appendere le proprie locandine, biglietti da visita e offerte di lavoro: ogni anno è sempre più grande! qua e là si può vedere anche il mio biglietto...
Vorrei concludere prendendo in prestito una frase che ho trovato nel profilo di un bel blog di fotografia a cui mi sono unita (quello di Maffy intitolato "DIETRO L'OBIETTIVO"...trovate il link nel mio elenco blog personale, qui a fianco):
Punta alla Luna...male che vada, avrai vagabondato fra le stelle!

A presto!!!
ciao da Cristina
La campagna bolognese è molto bella in questa stagione... foto del 26 marzo 2010

lunedì 12 aprile 2010

ARTISTA O ILLUSTRATRICE?


Come artista ho sempre molto amato lavorare per i libri: nel 1995 avevo preparato una mostra dedicata alle Città Invisibili di Italo Calvino, curata dallo storico Leo Lecci dell'Università di Genova ed esposta nella Biblioteca Civica di Sanremo (IM) (trovate alcuni lavori nel mio sito9 . In seguito ho illustrato un libro di poesie per bambini ("Un Giro di Giostra" di F.Vincitorio, ed CEI, 2001) e non è stato difficile: le poesie erano carine e mi avevano subito ispirato delle immagini.
Ma lavorare alla copertina di una rivista con regolarità ha richiesto un impegno non indifferente.
Ogni due mesi dovevo consegnare un'illustrazione che potesse sia rappresentare quel particolare momento dell'anno, magari fare riferimento agli eventi ( locali, nazionali o anche internazionali...). All'inizio è stato facile, come lavorare su un terreno fertile e  ancora da esplorare.  Avevo tante idee e una dopo l'altra davo loro spazio: il Veliero Mongolfiera, la Città che veniva piano piano cucita sul foglio con  un grosso ago, la Citta che si muove a tempo di musica, mentre un capelluto violinista vagamente Chagalliano suona...Un Bovindo pendente dalla Gru del Porto di Imperia Oneglia...
Ma con il passare del tempo mi sono resa conto che le mie idee si stavano esaurendo...Certo non potevo riproporre un'idea già presentata!
Oggi sono a circa cinquanta copertine e  proporre un'illustrazione nuova non è semplice.
Mi aiuta molto  guardare il lavoro dei miei illustratori preferiti: Saul Steimberg, Jean-Jacques Sempé,  André François, Franco Matticchio. Ma a volte l'idea nasce guardando una rivista.
Una volta in una vignetta di un articolo di Finanza sul New Yorker, vidi un omino in mongolfiera che gettava la sua testa...Eureka! La copertina che feci in quel periodo ritraeva un uomo in poltrona che leggeva il giornale. La moglie gli portava il caffé.  Tutti e due erano senza testa. ... erano posate sul tavolino vicino che chiacchieravano...direte voi: ma che c'entra?  Non so, è stata un'associazione di idee nella mia testa...attaccata al collo per bene, però!!!



sabato 20 marzo 2010

ANALOGIE LINGUISTICO-ARTISTICHE





Mi sono occupata per molti anni di studi linguistici (lavoravo come traduttrice), di insegnamento e poi , man mano che la mia esperienza  artistica cresceva, mi sono divertita ad organizzare  laboratori artistico-creativi.  Non avevo esperienza nel campo, quindi ho applicato e adattato ciò che conoscevo e mi  sono accorta che ho ottenuto buoni risultati utilizzando le stesse strategie.
Alcuni studi mi sono stati più utili di altri, certamente, ad esempio gli studi linguistici di Saussure e Noam Chomsky e gli studi pedagogici di Antoine De la Garanderie.  A questi  devo aggiungere la lettura di vari creativi, i miei prediletti: Betty Edwards, Bruno Munari, e l'antico ma mai tramontato Leonardo da Vinci

La diversificazione del lavoro è importante: durante un corso, cerco di attraversare due + una fase di lavoro: il lavoro di "riscaldamento" (rompiamo il ghiaccio, sciogliamo la mano...un po' come quando si fa negli allenamenti sportivi), segue il lavoro "tecnico-conoscitivo" (in cui spiego una particolare tecnica, o se vogliamo espandere  al campo linguistico, una regola o struttura  grammaticale) e il lavoro "progetto" in cui usiamo quello che abbiamo imparato.

Per mettere a punto le mie strategie didattiche mi servo di tutti i possibili strumenti scoperti nell'apprendere  in altri campi, campi nei quali mi sono messa in discussione facendo IO l'allieva.......
Esplorando mondi diversi ho imparato  "ad imparare" in modi  diversi.
Ho praticato tennis per molto tempo e , come molti sportivi (anche campioni!), ho sperimentato il blocco e l'ansia della competizione....In allenamento va tutto bene, siamo tutti bravissimi, quando però arriva il momento cruciale della competizione, non ci sembra vero, che, con tutto il lavoro che abbiamo fatto, le strategie che ci siamo preparati, non viene fuori che qualche timido attacco e sbagliamo anche quello che sappiamo fare benissimo!
Per poter vincere o portare a termine una gara  ci si rende conto che non basta la tecnica o l'allenamento. Serve  "qualcosa in più" .
Quando dobbiamo creare qualcosa di "artistico" o comunque dobbiamo trovare una soluzione "creativa" serve  fare un "salto "
E' una parola, però! In teoria sembra facile: l'abitudine alla "competizione",  al "creare qualcosa" non verrà mai A COMANDO!

Nell'arco di anni mi sono messa alla prova  e ho sperimentato tante strategie diverse, a volte sull'onda dell'istinto.
Uno di queste  è l' aggiunta di  un elemento inaspettato da mettere in gioco.
Questo fa sì che l'allievo, per portare a termine il progetto debba ...trovare una soluzione  appunto non tradizionale.
Mi aiuta  molto leggere ogni tanto  "La Tecnica Mentre Opero" di Bruno Munari, tratto da "Codice Ovvio" a cui ho dedicato un post che ho pubblicato  qui.
L' artista, che ha la soluzione creativa nel momento in cui lavora ha una marcia in più rispetto a uno che usa soluzioni preconfezionate...e questo è valido per lo scienziato, il filosofo, il traduttore, l'insegnante, l'artigiano, lo studente, il contadino, la mamma, l'impiegato..

p.s. nell'immagine il lavoro di un allieva, dal vero, eseguito con acrilici, utilizzando i soli tre fondamentali su disegno a pastello blu ( carta da disegno  di 200 grammi).





venerdì 26 febbraio 2010

La "Tecnica Mentre Opero" di Bruno Munari...



Leggere il seguente brano di Bruno Munari mi dà sempre grande forza. In esso trovo l'essenza del pensiero creativo

Vicino a Chiasso
nel silenzio estivo dei boschi
sulla cima della collina di Monte Olimpino
si possono trovare rami secchi (RS)
di frassino castagno betullla
di lauro di carpino di acero di ciliegio
di pero di magnolia di castagno...
alcuni duri e pesanti altri leggeri e fragili
tutti rivestiti con le loro tipiche cortecce
alcune molto decoative come nella vanitosa betulla
altre incredibili come di ghisa nel frassino.
Talvolta qualche ramo è rovinato dalle intemperie
altri rami invece sono ben conservat ed hanno forme molto interessanti (AH)
formati secondo i codici di crescita dei vegetali
per cui le ramificazioni del frassino
sono fatte spesso di armoniose curce
che ricordano disegni in stile Liberty
mentre la ramificazione degli aceri
va più per linee rette
rispettando però sempre (quasi) l'angolazione
di attacco al ramo precedente. (XII)
Qualche ramo secco si trova ancora in parte
attaccato penzolante alla pianta madre (PM)
altri sono adagiati sull'erba tra i fiori
nei prati tra un boschetto e l'altro
assieme a felci edera festuca capelvenere
anemoni campanule ortiche garofanini rosa
rododrendi nani violette fragole lamponi
misto bosco senza gelato papenzoli genziana
sassifraghe fedifraghe e un sempreverde morto secco (HP)
Piccoli sentieri si inoltrano tra le piante (22a)
un venticello porta il profumo dell'erba tagliata.
E' come passeggiare dentro un immenso albero
di cui non si percepisce l'esterno
un albero grande quanto la collina con foglie
di ogni forma e di tanti colori diversi. (+)
Raggi di sole come laser dorati
passano tra i rami come linee rette
si accendono e spariscono a caso
secondo i movimenti delle foglie.
Oppure si fermano un secondo a segnalare
un bel ramo secco di betulla
sdraiato sulle felci tra l'edera
o vicino a qualche pietra coperta di muschio. (721)
E prima che la lumaca attraversi il sentiero
raccoglierò qualche ramo (UF)
per il mio laboratorio all'aperto dove
con un seghetto giapponese
sottilissimo e taglientissimo taglierò via (Z)
quelle parti del ramo che non servono allo scopo. (XL)
Faccio così una prima scelta di questi rami diversi
di questi segni solidi campati in aria
cresciuti al canto delle cicale
e tra l'indifferenza delle formiche
seccati dal sole e bagnati dalla luna.
Per lungo tempo li osserverò senza toccarli. (OSS)
Poi proverò a fare qualche accostamento
con pezzi di rami dello stesso albero
o con pezzi di rami diversi:
Devono poter stare insieme senza toccarsi
appoggiandosi ai fili di tensione. (OF)
I fili saranno bianchi di cotone o di lino grezzo
niente interventi di colore: (TF)
L'insieme dei fili in tensione mostrerà
la natura geometrica dei rapporti di forza
le parti in compressione si comporteranno
con molta naturalezza quasi con indifferenza:
Nasce così un corpo solido
formato da due forze opposte
dove gli elementi in compressione
stanno solidamente assieme senza toccarsi tra loro.
E così, senza attrezzi spciali senza aiuti manuali
senza un progetto ben definito anche nei particolari
senza pensare perchè lo faccio e a cosa servirà
senza alcuna ragione accessibile a gente pratica
comincio ad annodare un filo bianco
ad un'estremità di un ramo e poi anche
all'estremità di un altro ramo poi ancora
finchè due fili restano solidamente tesi quindi
appoggio sul filo teso l'estremità di un'altro
ramo e lo tengo in modo che i rami non si tocchino
mentre ne lego uno l'altro si slega. Con molta
pazienza imparando la tecnica mentre opero (TMO)
e senza sapere prima cosa verrà fuori dopo
mi trovo ad un certo punto
ad avere davanti a me con grande sorpresa
un oggetto solido che prima non c'era.
(da "Codice Ovvio" di B.Munari , Einaudi 1971)

Questa è la scultura creata da Munari. E invece il disegno introduttivo è una mia creazione ("Strumento Eolico")

martedì 19 gennaio 2010

DA "101 STORIE ZEN"



"Tetsugen, un fedele seguace dello Zen in Giappone, decise di pubblicare i sutra, che a quel tempo erano disponibili soltanto in cinese. I libri dovevano essere stampati con blocchi di legno in un edizione di settemila copie, un'impresa enorme.
Tetsugen cominciò col mettersi in viaggio per raccogliere i fondi necessari. Alcuni simpatizzanti gli diedero un centinaio di monete d'oro, ma per lo più riuscì ad ottenere piccole somme. Lui ringraziò tutti i benefattori con uguale gratitudine. Dopo dieci anni Tetsugen aveva abbastanza denaro per cominciare l'impresa.
E proprio allora il fiume Uji straripò. L'alluvione portò la carestia. Tetsugen prese i fondi che aveva raccolti per i libri e li spese per salvare gli altri dalla fame. Poi ricominciò la sua colletta.
Parecchi anni dopo il paese fu colpito da un'epidemia. Ancora una volta Tetsugen, per aiutare la sua gente, diede via quello che aveva raccolto.
Si rimise al lavoro per la terza volta, e dopo vent'anni riuscì finalmente a realizzare il suo desiderio.
I blocchi di legno per la stampa che sono serviti per la prima edizione sono oggi esposti nel monastero Obaku di Kioto.
I giapponesi dicono ai loro figli che Tetsugen ha fatto tre raccolte di sutra, e che le prime due, invisibili, sono perfino superiori all'ultima."
(da "101 STORIE ZEN" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, ed Adelphi, 1973)

...In questa breve parabola trovo spesso conforto: quando mi devo staccare da quello che mi piace fare (o che vorrei fare)  per occuparmi del ménage famigliare, quando la vita quotidiana  e i suoi problemi  mi richiamano a gran voce....ognuno di noi ha i suoi "sutra" da scrivere...

venerdì 8 gennaio 2010